Laboratorio: Vedere, incorporare, studiare la danza contemporanea

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Romaeuropa Festival 2023 – Rassegna Dancing Days, in collaborazione con la cattedra di Storia della Danza dell’Università La Sapienza di Roma presenta

Vedere, incorporare, studiare la danza contemporanea a cura di Vito Di Bernardi e Francesca Manica

Percorso di visione, incontri e workshop con gli artisti e le artiste di Romaeuropa Festival

Mattatoio, La Pelanda, Piazza Orazio Giustiniani, 4

LA PARTECIPAZIONE AL PROGETTO PREVEDE IL RICONOSCIMENTO DI 1 CFU

Per info e iscrizioni: a.dibello@romaeuropa.net

18.10 h 18

Proiezione “Utaki” di Smail Kanouté – Villa Medici

Utaki è un trittico di cortometraggi danzanti del coreografo e grafico o “coreo-grafico” Smaïl Kanouté. Questi tre video rivelano la dolorosa situazione delle diaspore africane attraverso le epoche e il mondo. Never Twenty One (Smaïl Kanouté, Henri Coutant et Kevin Gay – inglese / ST inglese) evoca la violenza delle armi nel Bronx. Yasuke Kurosan (Smaïl Kanouté et Abdou Diouri – japanese / ST inglese) ci porta in Giappone sulle tracce dei samurai africani e dell’attuale mix afro-giapponese. So Ava (Smaïl Kanouté et Henri Coutant – francese / ST inglese) esamina la filosofia voodoo nella danza contemporanea. La proiezione si conclude con il cortometraggio Banîles (7’27 – francese / ST inglese), girato a Villa Medici durante una residenza nel marzo 2022, in collaborazione con il critico e poeta Chris Cyrille e gli Ateliers Médicis. Basato sul racconto della Divina Commedia di Dante, quest’opera metaforica ritrae i piani dei grattacieli della periferia francese e dell’Atlantico.

19.10 h 19

Pas de deux di Anna-Marija Adomaityte

Coreografa lituana, di base a Ginevra, Anna-Marija Adomaityte ha costruito il proprio percorso artistico indagando e sfidando le differenti forme di «violenza sociale». Con tale presupposto nasce anche il suo Pas de deux, una sfida alle rappresentazioni classiche del duetto. Su uno sfondo blu intenso un uomo e una donna compiono i gesti di una coreografia di coppia. Il pubblico ascolta il loro respiro, percepisce i movimenti impazienti dei corpi, osserva gli sguardi affievolirsi. I movimenti frenetici si tramutano presto in stanchezza e mettono a rischio la stessa pièce. Perchè il Pas de deux di Adomaityte sembra liberarsi dal romanticismo retorico e opprimente, dalla sua imposizione, lasciando emergere ciò che è sotteso o taciuto.

19.10 h 21

Never 21 di Smail Kanouté

Never 21 è un omaggio alle giovani vittime della violenza armata nei quartieri poveri e discriminati di città come New York, Rio de Janeiro o Johannesburg. Non a caso il coreografo Smail Kanouté si riferisce all’hashtag #Never21, creato dal movimento Black Live Matters a segnalare le vite dei ventunenni spezzate in modo violento e ingiusto. Da simbolo di protezione divina e fortuna, il numero 21 diventa un simbolo maledetto che rappresenta l’impossibilità di veder crescere giovani nella pienezza della loro esistenza. Kanoutè costruisce la sua coreografia a partire dalle testimonianze delle famiglie delle vittime. Le loro parole sono trascritte sui corpi dei danzatori come segni di un nuovo sciamanesimo urbano. Le parole, il dolore e la rabbia delle vittime e delle famiglie posseggono i corpi come spiriti erranti, ciascuno con la propria storia. Dal Krump all’electro, dal popping alla danza contemporanea, differenti energie intessono il racconto di destini spezzati e ora liberi dalla loro prigionia.

19.10 h 22

Body into the fight di Diego Tortelli

Il progetto Dis.abile | Iper.abile, con al centro la performance firmata da Diego Tortelli Body into the fight, è una sorta di amplificatore di alcuni temi sui quali abbiamo lavorato. Ricerche incentrate su spazi particolari, o su linguaggi attigui al nostro, ma sempre corroborate dall’osservazione dei corpi, materia generatrice della danza. In sottofondo, come un leitmotiv, troviamo il dovere, come istituzione culturale, di non arroccarci nel nostro mondo e di occuparci di temi sociali. Come il welfare culturale, solo per fare un esempio. Un welfare “improntato non già alla risoluzione delle emergenze ma incentrato sulla promozione del benessere e delle capacità delle persone, quale motore dello sviluppo e dell’occupazione e fattore di inclusione sociale” secondo la pertinente definizione di Carolina Giaimo, urbanista attenta ad una comprensione profonda delle dinamiche sociali che sottendono il governo del territorio. Dopo aver dunque lavorato sulla disabilità come occasione per esprimere nuove forme di virtuosismo ed estetiche non canoniche, abbiamo prodotto un importante progetto spettacolare dedicato all’interprete anziano. E ora ci avviciniamo direttamente a quella che possiamo definire una nuova tappa del viaggio, imperniata appunto sul confronto tra dis/abilità e iper/abilità.

20.10 h 19

Le parole di Ada per la danza

Collaboratrice di lungo corso di Romaeuropa Festival, per cui ha curato numerose edizioni, e vincitrice di diversi premi letterari tra cui il Premio Strega 2023 col suo romanzo Come d’Aria, Ada d’Adamo (1967-2023) è stata un’intellettuale – danzatrice, studiosa e scrittrice – che ha fatto della danza non solo un oggetto di studio o materia di lavoro, ma una vera e propria prospettiva di osservazione del mondo. La sua scrittura, nata per e attraverso la danza, sarà al centro di un simposio che radunerà numerosi artisti che l’hanno conosciuta da vicino e che con lei hanno condiviso tratti più o meno lunghi del proprio percorso artistico. Alcuni brani selezionati, tratti dai suoi scritti su arte, danza e coreografia, saranno il punto di partenza di una discussione corale, dove le voci di coloro che le sono stati vicini potranno convergere e mescolarsi, aprendo nuovi punti di incontro e inedite prospettive dentro il suo pensiero coreografico. Questo omaggio per Ada d’Adamo prevede che al centro del cerchio attorno al quale prenderemo posto ci sarà dunque la sua scrittura, il suo pensiero e il contributo che ha dato alla scena delle arti dal vivo dagli anni Novanta in poi. Oggi, insieme al romanzo pubblicato quest’anno da Elliot Edizioni, le sue parole e i suoi scritti specialistici sulla danza rappresentano un’eredità preziosa e accessibile in cui è possibile riannodare i fili del passato e, molto spesso, osservare interessanti e inaspettate promesse di futuro.

Intervengono: Emio Greco, Silvia Rampelli, Chiara Ossicini, Francesca Pennini, Alessandra Sini, Luc Bouy  e con il contributo di Chiara Bersani e Marta Ciappina

20.10 h 21

Swan Lake Solo di Olga Dukhovnaya

Nata in Ucraina nel 1984 e attualmente residente in Francia a Rennes, Olga Dukhovnaya – selezione Aerowaves 2023 – costruisce il suo Swan Lake Solo come un dialogo tra scrittura coreografica e attualità. Il titolo scelto dalla coreografa, già collaboratrice di Boris Charmatz, Maud Le Pladec e Ashley Chen, non deve infatti trarre in inganno. Swan Lake Solo non è un assolo dedicato alla principessa Odette, nè una versione contemporanea del balletto di Tchaikovsky ma una pièce intessuta con il Presente e la sua complessità. Dopo la Pandemia e l’esplosione della guerra Olga ha infatti rinunicato all’idea di coreografare una sua versione del Lago dei Cigni per 32 danzatori e orchestra commissionata dal nuovo museo di Mosca. La coreografa ha quindi concentrato l’intero corpo di ballo in un’unica interprete, ovvero se stessa, e insieme al compositore Anton Svetlichny ha rivisto la musica di Tchaikovsky in maniera giocosa ma rispettosa. Nasce una pièce essenziale e dinamica, rivolta al gioco, alla bellezza, alla libertà.

21.10 h 19

INSEL di Panzetti/Ticconi

Gli italiani Panzetti/Ticconi tornano al Romaeuropa Festival, nell’ambito di Dancing Days, in veste di coreografi per presentare Insel, pièce per quattro performer incentrata sul concetto di isola. In italiano, inglese e tedesco la connessione linguistica e storica tra le parole Isola/Island/Insel e isolamento sottolinea il legame simbolico tra l’isolamento imposto o interiore e un volontario distacco dal mondo. Da Robinson Crusoe a Shakespeare passando per le ricerche del geografo e storico Jared Diamond, lo spettacolo costruisce uno spazio fittizio di isola deserta ed esplora il personaggio del naufrago o dell’esiliato, il senso di un’isola, la sua geografia emotiva, spirituale e fisica.

21.10 h 20

71BODIES di Daniel Mariblanca

71 corpi, 71 storie e altrettanti minuti di danza: sono queste le premesse con le quali Daniel Mariblanca costruisce il suo 71BODIES 1DANCE, un progetto in bilico tra scrittura coreografica e arti visive, sviluppato a partire da storie reali raccolte tra la Scandinavia (non a caso lo spettacolo è presentato con il patrocinio dell’Ambasciata di Norvegia) e il continente europeo durante più anni di produzione. Se tale percorso si sofferma sulle esperienze personali della comunità transgender, fuori da ogni retorica e stereotipo vuole muoversi lo sguardo artistico di Mariblanca. La scena è uno spazio volto ad accogliere le emozioni radicate nel corpo, le forze che lo muovono, le sue vulnerabilità, la sua continua ricerca di poesia e bellezza. 

22.10 h 17

IRENE di Alessandro Marzotto Levy – Vincitore di DNAppunti Coreografici 2022

IRENE affronta la perdita. Attraversa lo spazio creato dalla mancanza.
Il corpo sente, rivela, stabilisce un contatto con l’assenza che attraverso la danza torna presente. La danza è il tentativo di relazionarsi con l’invisibile, di affrontare il tempo. Sembra assurdo ricostruire il senso di un passato di gioia, follia, rabbia che tornano e sconvolgono. In un istante IRENE si slega dalla linearità per intraprendere un percorso caotico che diventa celebrazione.

22.10 h 18

DNA 2023

Dopo una selezione fra oltre 60 candidature siamo lieti di annunciare i quattro progetti finalisti del bando DNAppunti coreografici 2023:

PASSING THROUGH di Lucrezia C. Gabrieli
EAT ME di Giorgia Lolli
IN PERPETUAL BLOOMING, DESPITE THE GODS di Maya Oliva
LE BACCANTI FARE SCHIFO CON GLORIA di Giulio Santolini

DNAppunti coreografici è un progetto di sostegno per giovani coreografi italiani under35, promosso e sostenuto in collaborazione con Centro Nazionale di produzione della danza Virgilio Sieni, Operaestate Festival/CSC Centro per la scena contemporanea del Comune di Bassano del Grappa, L’arboreto -Teatro Dimora di Mondaino, La Corte Ospitale – Centro di Residenza Emilia Romagna, Fondazione Romaeuropa, Gender Bender Festival di Bologna, Triennale Milano Teatro. Obiettivo del progetto è individuare un coreografo, una coreografa o un collettivo italiani con un’idea da sviluppare, a cui offrire un percorso di ricerca con sostegni eterogenei: residenze creative, attività di accompagnamento critico e di tutoraggio, risorse economiche e repliche dell’esito con un pubblico.

15.11 h 10 – 13

Masterclass + Incontro con Christos Papadopoulos

presso Accademia Nazionale di Danza

15.11 h 21

Mellowing di Christos Papadopoulos

Minimaliste e rigorose, ipnotiche e sovversive, visionarie ma profondamente ancorate ai dettagli della natura e del reale: sono solo alcune possibili definizioni per le creazioni di Christos Papadopoulos. Il coreografo greco prosegue il suo percorso al Romaeuropa Festival – che lo ha visto partecipe sin dai suoi esordi – presentando la sua prima creazione per Dance On Ensemble, celebre formazione composta da danzatori professionisti over 40. Incorporando nella scrittura coreografica la loro conoscenza ed esperienza corporea, Papadopoulos torna a sfidare i limiti della nostra percezione e a trasformare il movimento corale in quello di un unico corpo esteriormente immobile e interiormente vibrante. Quali processi subisce l’energia prima di irrompere? E come cambia al mutare del corpo? I movimenti s’innestano nel tappeto sonoro di Coti K. mentre sul palco si alternano concentrazione e pienezza, tenerezza e potenza pulsante, velocità e quiete.

 

 

 

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